Sei alla ricerca di un ROI? Prova il product placement e investi in film e serie TV

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Oggi l’audiovisivo è praticamente tutto. E’ ovunque e non solo al cinema. Film, produzioni per la TV (che non passano dal grande schermo ma non per questo riscuotono meno successo) e serie televisive che tengono incollati allo schermo. Per gli spettatori ce n’è di tutti i gusti. E per le aziende che desiderano investire con un buon ROI? C’è il product placement. Mai sentito parlare?

Product placement cos’è? Non si chiama più pubblicità occulta

Forse il suo vecchio nome, pubblicità occulta, ti suona più familiare. Ma è un appellativo sorpassato. Adesso il posizionamento di un prodotto o di un marchio in un audiovisivo prende il nome di product placement. Cosa cambia? Molto, ad iniziare dalla definizione. La corretta dicitura del product placement è infatti lo studio del posizionamento di un marchio all’interno della sceneggiatura. Quindi nessuna inquadratura a caso. Naturalmente, questa forma di pubblicità è normata ed è proprio un’azione pubblicitaria, dato che l’azienda per ottenere questa visibilità all’interno del film (o della serie TV), paga alla produzione un corrispettivo economico. Perché non si chiama più pubblicità occulta? Perché il product placement è disciplinato in modo che le immagini commerciali non vengano presentate in modo oscuro o ambiguo, tale da pregiudicare il comportamento economico dei consumatori esposti inconsapevolmente a tale marchio.

Product placement: normativa e ROI. Quando ne vale la pena

Il product placement, in Italia, è stato disciplinato per la prima volta dal decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 28 (Riforma della disciplina in materia di attività cinematografiche), per poi essere abrogato dalla legge 14 novembre 2016, n. 220 (Disciplina del cinema e dell’audiovisivo). Questo non vuol dire che oggi fare product placement sia illegale. Il Ministero per i beni e le attività culturali, ha stabilito con decreto 30 luglio 2004 le Modalità tecniche di attuazione del collocamento pianificato di marchi e prodotti nelle scene di un’opera cinematografica «product placement». E sono quelle che valgono tutt’ora.

Se vuoi cimentarti, sappi che l’attività di product placement ha costi maggiori di una pubblicità tradizionale, ma la visibilità e l’efficacia di questa tecnica di promozione commerciale ne giustificano l’investimento. Anche per una possibile internazionalizzazione del tuo prodotto o marchio. Per il ROI che stai cercando può valere decisamente la pena, anche perché il tuo prodotto o il tuo marchio verranno inseriti (studiandolo insieme ad esperti della comunicazione) in modo apparentemente neutrale all’interno delle scene, ma ciò basterà ad influenzare il pubblico. Purchè, naturalmente, il prodotto sponsorizzato sia in target con l’audience cui è rivolto l’audiovisivo in questione.

Il ruolo del tuo prodotto può essere principale o marginale, a seconda di quanto è integrato nelle scene e, soprattutto, nelle azioni dei protagonisti. Gli effetti del product placement sui consumatori possono essere impliciti (maggior propensione d’acquisto) ed espliciti (maggiore brand awareness, punteggi di richiamo più alti), poiché in questo tipo di pubblicità il subconscio lavora molto, anche grazie all’identificazione del pubblico con i protagonisti. Attenzione però, non è tutto oro quello che luccica. Se non correttamente realizzato, il product placement può avere effetti negativi: soprattutto se la collocazione del prodotto è troppo ovvia o è troppo insistente. In questo caso il pubblico si sente manipolato e attiva meccanismi di difesa tipici dell’esposizione pubblicitaria.

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