Corriere espresso a domicilio? La dura vita dei padroncini, alias autisti con partita Iva

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“Alle 5 di mattina ero già in fila per il carico. A me, ultimo arrivato, avevano assegnato la Barbagia, una zona vasta e impervia, difficile da coprire in giornata”. Gianluigi, ex padroncino di una ditta di spedizioni molto nota, descrive così la sua esperienza come corriere espresso. Doveva galoppare alla guida del suo furgoncino (suo, appunto, da qui il nome di padroncino), altrimenti le consegne inevase se le trovava sul groppone insieme a quelle del giorno dopo. E anche se la sua testimonianza è un po’ datata, la situazione oggi non è molto diversa.

Che lavoro fa, esattamente, il corriere espresso a domicilio?

La diffusione dell’e-commerce ha dato un’impennata al lavoro del corriere espresso che sempre più spesso è impegnato in sistemi multi drop/multi pick (ovvero consegne e ritiri multipli nella stessa zona, a partire da un deposito centralizzato). Questo consente di abbattere il costo della singola spedizione, ma fa girare i corrieri come trottole. Anche se dotati di preziosi ausili quali navigatori satellitari di precisione e software di ottimizzazione dei percorsi, utilissimi in città come in zone rurali molto vaste da coprire. La flessibilità oraria è una delle caratteristiche fondamentali che il corriere espresso deve avere. Diciamo anche la più richiesta. E’ possibile poi lavorare su turni (non solo per le consegne, anche per il trasporto vero e proprio delle merci che solitamente avviene di notte).

Corriere espresso a partita Iva: si può fare carriera, se si resiste allo stress

L’alto grado di autonomia nella gestione della giornata e del giro di consegne, unito ai buoni guadagni e alla costante offerta nel settore della logistica sono i tre pilastri su cui si basa questa professione. Si guadagna ma si hanno tante spese (gestione e manutenzione del furgone) e tanti incarichi da svolgere (carico del furgone, consegne e ritiri, registrazione consegne e pagamenti, scarico merce magazzino e smistamento). Il padroncino (alias autotrasportatore conto terzi) può anche fare carriera all’interno delle società di logistica. Può ad esempio diventare Field Manager (supervisore di zona) oppure svolgere incarichi di staff (amministrativo o gestionale). Lavori meno stressanti rispetto a stare tutto il giorno su strada, ma altrettanto ben remunerati. Ancora dubbi sull’inquadramento della professione? Il padroncino è autonomo, anche se il logo sul suo furgone è dell’azienda. Lo ha stabilito senza equivoci la sentenza 424 del 13/06/2017 del Tribunale di Vicenza che ha determinato la completa autonomia dell’autotrasportatore, a maggior ragione se il suo è un lavoro a partita Iva.

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