Contributi INPS, quanto pesano all’azienda?

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E’ un fatto indiscusso. I contributi INPS dei lavoratori dipendenti hanno un peso sul bilancio dell’azienda. Tra tasse e contributi previdenziali, infatti, un lavoratore dipendente costa all’azienda quasi il doppio di quella che viene fissata come retribuzione. Una simulazione della Cgia di Mestre, analizzando nel 2017 la busta paga di 2 lavoratori dipendenti del comparto metalmeccanico, ha rilevato che uno stipendio netto di 1.350 euro costerebbe all’azienda ben 2.357 euro. Questo importo è dato dalla somma della retribuzione lorda (1.791 euro) e dal prelievo contributivo a carico dell’imprenditore (566 euro). E’ quel che prende il nome di cuneo fiscale (costo del dipendente per l’azienda decurtato della retribuzione netta corrisposta) e che aumenta all’aumentare del salario. Nel caso simulato, il cuneo fiscale incide del 41%.

Di recente, il Centro Studi di Confindustria (febbraio 2019) ha confermato dati importanti che sono di sicuro un peso non indifferente che l’azienda che assume deve sopportare. Simulando una RAL (retribuzione annua lorda) pari a 31mila euro e fatta 100 la retribuzione netta, ecco cosa viene fuori:

  • Le imposte pesano per il 32%
  • I contributi INPS (o, genericamente, i contributi previdenziali) a carico dell’azienda pesano per il 61%
  • I contributi a carico del lavoratore pesano per il 14%
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In totale, dunque, sul netto percepito dal lavoratore, l’azienda deve aggiungere il 107% tra tasse e contributi. Addirittura poco più del doppio, nella simulazione – assolutamente verosimile – di Confindustria.

Questo cuneo fiscale, che in Europa dividiamo solo con il Belgio in quanto ad esosità, rappresenta senza ombra di dubbio un ostacolo all’aumento delle retribuzioni e, in senso più ampio, alla crescita dell’occupazione e alla crescita economica del nostro Paese. E non si risolve nulla neanche diminuendo (ulteriorimente) le retribuzioni. Confindustria rileva infatti che aumentando o diminuendo le retribuzioni, il cuneo fiscale si alza/abbassa per effetto della progressività dell’IRPEF – l’imposta sul reddito delle persone fisiche. In altre parole, se su un netto mensile di 780 euro raggiunge il 74%, su un netto corrisposto di 3mila euro al mese, il costo per l’azienda è del 144% in più. Per ciascun dipendente.

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