Contraffazione: come si difendono le aziende?

no-contraffazione-700x400

La contraffazione in Italia – secondo paese dopo gli Stati Uniti per giro d’affari del fenomeno – vale ben 7,2 miliardi di euro e sottrae ben 100mila posti di lavoro che potrebbero essere impiegati nel mercato legale. Le cifre da capogiro sono state diffuse a fine 2018 dal Censis, il Centro Studi Investimenti Sociali. Non solo, la contraffazione è in aumento rispetto al 2015 del 3.5%. Le merci più falsificate riguardano l’abbigliamento e le calzature (il 33% del totale), seguite da materiali audio e video (27%) e dalla contraffazione alimentare per un giro d’affari illegale di un milardo di euro (pari all’11% del totale).

Con questi dati tutt’altro che confortanti, la domanda sorge spontanea: come si difendono le aziende dal fenomeno? Una domanda non solo spontanea, ma anche legittima dato che la contraffazione produce un effetto domino arrecando danni all’occupazione, all’immagine del made in Italy nel mondo e mancati introiti al fisco per cira il 2% sulle stesse imposte per tipologia di merce.

Difendersi dalla produzione e riproduzione illegale di merci, è possibile, a patto che le imprese tutelino i loro asset intangibili esattamente come tutelano i loro beni materiali – si legge in una nota dell’UIBM, l’Ufficio italiano brevetti e marchi, impegnato in prima linea contro la contraffazione. “La conoscenza dei diritti di proprietà industriale e la loro concreta applicazione da parte delle imprese costituisce quindi la prima linea di difesa dai danni causati dalla contraffazione”. Danni che vanno da quello economico a quello di immagine, passando per quello competitivo e quello concorrenziale.

Registrare un marchio, depositare un brevetto, dotare i propri prodotti (dove possibile) di sistemi anti contraffazione e attivare sistemi preventivi di salvaguardia come la tutela doganale in ambito UE sono alcune delle buone prassi che le aziende possono seguire per difendersi dalla pirateria. Inoltre, è molto importante un costante monitoraggio della reputazione del proprio patrimonio intangibile nel mercato di riferimento (aiuta ad individuare eventuali contraffazioni), così come è importante massimizzare la conoscenza dei diritti di proprietà intellettuale nazionali ed internazionali.

Per tutte le tutele attivabili e per conoscere le tecnologie anti contraffazione, le imprese che lo desiderano possono consultare il sito della Direzione generale per la lotta alla contraffazione presso il Ministero dello Sviluppo Economico.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Inserisci il tuo nome qui