Salario minimo, 9 euro “per tutti”: è giusto oppure no?

di-maio-salvini-835x437

E’ del Movimento5Stelle, uno dei due partiti attualmente al Governo la proposta di portare il salario minimo dei lavoratori a 9 euro l’ora. Proposta cui la Lega, l’altro partito “collega” di Governo, avrebbe già messo un freno. Giusto o sbagliato? Prima di rispondere, però, è bene fare alcune precisazioni.

In Italia la stragrande maggioranza delle retribuzioni dei dipendenti (part o full time) sono oggetto delle contrattazioni sindacali. Gli stipendi quindi rientrano nei cosiddetti CCNL – Contratti collettivi nazionali di lavoro. Un accordo, dunque, tra le rappresentanze dei datori di lavoro e quelle dei lavoratori, i cosiddetti sindacati.

La proposta del vicepremier Di Maio scavalcherebbe la contrattazione collettiva e il salario sindacale per trasformare l’attuale paga minima sindacale in un salario minimo così definito per legge. Sempre di minimi si parla, certo, ma la differenza è sostanziale: adesso il minimo salariale è stabilito dalla concertazione tra sindacati e rappresentanti dei datori di lavoro. Seguendo la proposta dei “9 euro/ora per tutti”, sarebbe una legge dello Stato a stabilire il salario minimo. Si passerebbe dunque da un salario sindacale ad un salario minimo ex lege.

“Così facendo – ha spiegato Di Maio –i giovani pagati 2-3 euro all’ora, diventeranno illegali”. I primi a non essere d’accordo sono, appunto, i sindacati, che vedrebbero di molto diminuito il loro potere contrattuale. E i secondi a storcere il naso sarebbero i rappresentanti della Lega, l’altro partito al Governo. Secondo il vicepremier Salvini, infatti, al salario minimo di 9 euro l’ora, potrebbero ribellarsi le aziende (principale base elettorale del suo partito).

Contraria, stando quanto riporta Il Giornale, anche Confartigianato, l’associazione di settore maggiormente coinvolta da questo eventuale provvedimento. Nel momento in cui scriviamo si parla di salario minimo da applicare solo alle categorie non coperte da contrattazione collettiva, quindi a circa il 10% dei rapporti di lavoro subordinato.

E poi, dettaglio assolutamente non trascurabile, resta da sapere se i 9 euro l’ora saranno lordi o netti, dato che la proposta dell’esecutivo parla di “trattamento economico complessivo”. Molto probabilmente la cifra è stata stabilita per ora lavorata, al lordo degli oneri previdenziali e contributivi. Per il momento, prima che economica, la disputa rimane politica. Salvo all’orizzonte, una prima intesa Governo-sindacati sui cosiddetti minimi tabellari.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Inserisci il tuo nome qui