Business angel: 3 pro e 3 contro di avere un investor al fianco della tua startup

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Si chiamano business angel (o angel investor) e anche se probabilmente sono sempre esistiti, si sono contestualizzati alla fine dell’Ottocento negli Stati Uniti. Si tratta dei cosiddetti investitori informali, ovvero persone facoltose disposte a finanziare imprese (e startup) in cambio di obbligazioni, quote societarie o capitale proprio. In Italia, la prima associazione di investitori informali si è costituita nel 1999 sotto la sigla IBAN. Al 2012, IBAN ha investito oltre 17,4 milioni di euro in startup innovative di vari settori. Nel 2007 è nata la rete Italian Angels for Growth con base a Milano e nel 2009, a Torino, prendeva forma il Club degli Investitori che fino al 2018 ha investito 13 milioni di euro in oltre 25 startup e PMI grazie ad una rete di 170 investitori informali.

3 motivi per cui avere un business angel conviene

Cercare un angel investor disposto a finanziare una startup o una piccola-media impresa (PMI) ha i suoi pro. E, come tutte le cose, ha anche i suoi contro. Vediamoli nel dettaglio.

1. Un business angel è disposto a rischiare

Non certo per vocazione, ma per convinzione. Nel senso che questi investitori sono a loro volta (quasi sempre) imprenditori affermati e quindi hanno una certa familiarità nel comprendere il livello di rischio di un investimento del genere. E sono disposti a correrlo. Un angel investor ha il cosiddetto fiuto per gli affari e l’esperienza gli insegna ad “annusare” da lontano una buona idea o un buon progetto, accettando di finanziarlo.

2. Il denaro di un business angel non è come un mutuo

Se accedi ad un finanziamento bancario per avviare la tua attività, la banca si aspetta che tu la ripaghi, interessi di prestito compresi. Un angel investor, invece, opera all’interno di un quadro diverso. Finanzierà la tua starup (o una parte di essa) in cambio di una quota proprietaria. Se l’azienda decolla, entrambe raccoglierete i frutti. Se fallisce, il tuo finanziatore non si aspetterà certo che tu lo ripaghi dei soldi spesi.

3. Un business angel fa aumentare le probabilità di successo

Lo hanno stabilito i ricercatori della Harvard Business School. In altre parole, hanno scoperto che le attività sostenute da angel investor (in virtù della loro lungimiranza ed esperienza e della loro capacità di calcolare il rischio d’impresa) hanno più probabilità di mantenersi in vita e di fruttare. Un business angel, dunque, si rivela una preziosa guida e un consulente oltre che un fondamentale finanziatorie della tua startup.

E i contro? Sono altrettanti. Scoprili qui

1. Non hai il pieno controllo della tua attività

E aggiungiamo, ovviamente. E’ un difetto insito nella natura stessa dell’accordo che fai con un business angel. È facile che il tuo investor voglia essere parte attiva nel prendere decisioni che influenzino il risultato della tua organizzazione. Tienine conto.

2. Un investor ha aspettative alte

Un business angel investe dei soldi nella tua idea. Non è raro che si aspetti un ROI (return on investment) 5 o 10 volte superiore al capitale investito, nel giro di qualche anno. In poche parole crede nel progetto con un pizzico di ambizione in più di quella che potresti avere tu o una banca che ti finanzia. La pressione sulle tue prestazioni può essere alta.

3. I tuoi soldi sono anche i suoi

Valuta bene gli accordi prima di firmare. Le quote societarie (e dunque anche i rispettivi profitti) che cederai al business angel sono di solito proporzionali a quanto questo è disposto ad investire. In caso di grande successo della tua startup, potresti accumulare velocemente soldi “non tuoi” che dovrai, cioè, girare al tuo business angel in cambio del suo investimento, fatto – per altro – in tempi “non sospetti”, ovvero quando il successo non si delineava nemmeno all’orizzonte. Fai in modo che l’accordo che negozierete lasci anche a te un margine di utili.

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