Cooperativa outsourcing: le regole per fare la scelta giusta

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Negli ultimi anni sono aumentate in modo esponenziale le cooperative che offrono servizi di outsourcing per la gestione del personale.
Sulla carta è un servizio molto utile per tutte quelle aziende che vogliono focalizzare le proprie energie sul proprio core business senza dover pensare troppo alla gestione dei dipendenti, ma d’altro canto se non si utilizzano i dovuti accorgimenti si può incombere in gravi problematiche.

Quindi come si può scegliere la giusta cooperativa di outsourcing?

Basta tenere sempre a mente le seguenti regole.

Paura di perdere il controllo.
Molti titolari di azienda percepiscono l’inserimento di un servizio di outsourcing come un’intromissione nei propri affari. Questo perché spesso non viene spiegato bene il reale funzionamento di questo tipo di attività o perché – cosa più frequente – vedono il dipendente come una loro proprietà e non come una persona.
In verità, quello che si va ad esternalizzare è soltanto il processo di gestione dei dipendenti, tutto ciò che riguarda il core business aziendale resta immutato.

Non bisogna puntare al risparmio.
Il detto “poco pagare, poco valere” in questo ambito è purtroppo una triste verità.
Bisogna fare attenzione su quello che può essere un risparmio vantaggioso rispetto ad uno “specchietto per le allodole” che a lungo andare può far incombere un’azienda in pesanti sanzioni da parte dello Stato.
Per evitare situazioni spiacevoli sarebbe meglio farsi aiutare dal proprio commercialista o da un consulente del lavoro – figure sicuramente molto preparate sull’argomento – in modo da avere, conteggi alla mano, la reale panoramica di quelli che possono essere i costi di tale servizio.
Come spiegheremo più avanti, un prezzo troppo basso rispetto alla media di mercato, sicuramente nasconde una malagestione da parte della cooperativa.

Sicurezze e garanzie.
Se da un lato è vero che esternalizzando il processo della gestione del personale il titolare dell’azienda committente non ha più a che fare con i dipendenti, dall’altro lato esiste la responsabilità civile: cioè una responsabilità derivante dalla violazione di un obbligo di diritto privato e che rientra, quindi, nella sfera dei rapporti fra privati.
Per questo motivo bisogna chiedere alla cooperativa scelta di fornire delle sicurezze, come ad esempio il DURC per quanto riguarda la corretta regolarità contributiva, o altri tipi di garanzie come una polizza assicurativa o la certificazione contrattuale da parte di un ente autorizzato.

Collaborazione e presenza.
La professionalità di una cooperativa si nota soprattutto dopo aver firmato il contratto di appalto.
Una prerogativa fondamentale per la costruzione di un buon rapporto di collaborazione tra azienda committente e cooperativa è la presenza.
Una cooperativa seria ed affidabile deve essere sempre, nei limiti del possibile, pronta a soddisfare le esigenze dei propri committenti e soci lavoratori.

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